Danza della Morte - Olga L. Juravlyova
La traduzione in italiano: Olga L. Juravlyova, 22.12.2016, Perugia, Umbria, Italia
Un giorno preparandomi all’esame della letteratura spagnola ho scoperto questa gemma della leggenda spagnola del concetto filosofico “Danza della Morte” che mi ha catturato a mozzafiato. Il concetto e' che ognuno di noi avra' la propria Danza della Morte alla fine della propria Vita e che ci spetta solo a noi di saperla danzare bella per l’ultima volta. La danzeremo ugualmente come abbiamo vissuto. Questa sara' la nostra ultima manifestazione del proprio essere vivente e in questa danza possiamo raccontare la nostra storia. Possiamo metterci tutta la nostra forza d’animo, dell’amore, dello spirito e delle nostre forze fisiche perche' questo e' l’ultimo respiro nostro in questa terra. Un concetto simile l’avevo gia' letto nelle letteratura americana sempre di un autore latinoamericano.
«La invito a ballare con me la Danza della Morte -
L’ultima danza della vita Sua!»
Dopo aver bevuto la vita mia fino al fondo di un calice,
Sto tremando e chiedendo:
«Lei desidera di condividere con me
La mia sorte cosi' semplice?»
Sto diventando timido davanti agli occhi Suoi,
Pero' nonostante cio' Le do la mia mano
Sto ardendo tutto preso dal fuoco della danza macabra...
L’imploro la grazia e La maledico…
«La prego di farmi vedere nella danza
La Sua bellezza divina…»
Battements, pas, plie's, amours,
Il respiro si rallenta e sento il dolore nel cuore,
Sfioramenti dei corpi e dei ruoli…
«La prego piu' lentamente d'insegnarmi
Le figure della danza Sua quest'ultima volta.
Se Le saranno utili aldila'? E chissa'!»
«Prendo coscienza del proprio corpo:
La mia anima e' ancora dentro assieme allo spirito...»
Ma all’improvviso il mio respiro si stacca -
La mia Danzatrice impaurita
Pone le sue mani sulle mie spalle
E mi guida verso l’altare nuziale…
«A che cosa serve l’altare per la danza della Morte?
Per mettermi nell’ultimo cammino unito in matrimonio?
E in un attimo mi vedo in una marsina nera…
«Ne sono sorpreso parecchio, credetemi!»
La mia Compagna di viaggio in un velo da sposa
Splende silenziosamente nel buio.
«Saremo uniti qui in matrimonio in segreto…
Saremo sposati? E adesso che faremo?
Ci aspetta il letto nuziale oppure il letto di morte?
Pero' non e' degno negarlo…»
Lei mi allunga la mano sua,
E un Cherubino canta per noi…
Io la seguo con l’obbedienza:
«Che Grazia e che Fata!»
Lei ondeggia come un cigno bianco nella notte,
Come un giglio magico o un’orchidea-sposa....
Noi entriamo nella camera da letto,
E lei all’improvviso cade in sogno come fosse morta.
Il suo collo e' favoloso avvolto dalle perle…
In un attimo i suoni dorati dell’arpa
Si navigano nell’aria del buio guidandomi nei mondi altrui…
Mi fredda una paura animalesca:
«Sei imprigionata nel regno di Orfeo,
La mia splendida Circe-Euridice!»
«Chi sono? Dove sono? Cosa vale la vita mia?
Vi confesso senza nasconderlo,
Vagabondando in eternita' e amando
Sono stato abbandonato nelle terre remote...»
Sono tutto sconfitto e trafitto
Incantato dalla sua bellezza mai vista...
“E dov’e' la nostra ultima Danza della Morte?!
Mi sono dimenticato di essa con l’Amore, credetemi!
Sono ancora vivo! Che felicita' immensa!”
Ma qui all’improvviso si comincia la tempesta…
“Prendo coscienza del proprio corpo:
E’ senza Vita. Il corpo ha smesso di cantare e ballare.
Ho bevuto il mio corpo fino al fondo di un calice
Nel periodo dell’ultima Danza della Vita Sua. “
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