Una Trappola Mia - Olga L. Juravlyova

Intrappolata in un Paese di colore smeraldo,
Mi brucia l’anima quando il suo sole riscalda
I suoi campi, monti, mari, laghi, fiumi e arti,
Col cielo cosi' azzurro tra le nubi spumanti. 

Di mattina mi alzo con le luci dell'alba dorata
Penetranti nella mia stretta finestra ornata,
Mi accarezza il dolce odore del gelsomino
E una colomba mi sveglia con le ali sul tetto vicino.

E’ spuntata l’aurora sul tappetto chiaro celeste,
Gli spruzzi rosei mi macchiano mura e veste,
Ondeggiano i fiori viola davanti al balconcino
Sul davanzale mi fissa gli occhi una gattina.

Nella Bella Italia un’altra giornata di pace
Sta fiorendo tra fantasie, pensieri e tracce…
Che m’aspetta nell'intreccio degli istinti?
Chi m’aspetta nella treccia dei labirinti?

Un cappuccino per risvegliare il drago,
Una spremuta per cominciare lo svago,
Un croissant cicciottello uscito dal forno,
Una girella all'uva come un felice contorno.

Un tavolino al bar accanto al Tribunale
Prima di cominciare le mie proposte vitali,
La gente che sempre vuole subito, qui e adesso,
Guadagno o no - non perder; il profitto lo stesso.

Libri in biblioteca m’aspettano tutti pesanti,
Mi pesano duro con i miei esami mancanti,
Richiamano i viaggi turistici non avvenuti,
Diritti, doveri e debiti non sono piu' muti.

Stadio, palestra, scuola di guida, salite, discese…
Templari di San Bevignate, castelli e chiese…
La Facolta', traduzioni, convegni, incontri…
Studi, esami, tesine, ricerche, letture e scontri…

Mi gira la testa: spezzer; le catene!
Ma non riesco – non ne sono in vena…
Come una farfalla battevo le ali felici   
Cadendo, invece, in un libero volo come Alice….

Non vedo il viso della mammina da anni, 
Non sento la voce e non tocco le mani.
Prima me lo spezzava, adesso sono tranquilla.
Come stai,  mia cara mammina Lyudmila?

Avevo un padre di nome Aljoscia un giorno.
Discutevamo spesso dei problemi intorno.
Lui e' sparito nel nulla all’improvviso 
Senza lasciare ne' tracce e ne' avviso.

Avevo le mie sorelle - due bimbe-monelle
Sempre ridenti. Non avevo fratelli…
Sono cresciute, sposate… e sono perdute
Nei Paesi stranieri tanto da loro voluti…

Sono mogli e madri: tutt’altro che le mie sorelle.
Sono gentili e … sono sempre piu' belle…
Stanno con i loro mariti, parenti, amici e figli
Dimenticando i fiori d’infanzia, cio; i gigli….

Un giorno avevo anche le due nipoti piccine,
I fiori dell’occhio, le due allegre bambine.
Sono partite in un Paese lontano -
I miei tentativi erano tutti invano.

Una volta avevo anche un uomo amato: 
Mio marito, l'amante, l'amico, il padrone e il fiato…
Ero felice ma nel frattempo perdevo
Dall'ossessione verso di lui che mi travolgeva…

Un giorno avevo la mia casa piena di fiori,
Amici, studenti, sorelle, bambini, amori,
Uccelli, carezze, ricordi, memorie, affetti,
Di personali oggetti, pensieri, effetti…

Adesso vivo da sola con la mia istoria
In un Bel Paese senz'amore ma con l'orgoglio,
Vivo senza la mia famiglia ma in armonia
Con la natura mia e con l’anima mia…

Sono tutta in pace come una colomba beata,
Come un coniglio pasquale di cioccolato,
Come una torta di miele o un piccino pulcino
E mi muove sempre la coda un cagnolino. 

Sono da sola e godo la mia essenza.
Il mio soggiorno rinnova la mia coscienza…
Colma di stima, onore, rispetto e grinta
Saturata da liberta' seguo il mio istinto…

Ora sono tranquilla come un uragano
Prima che agitasse nella presenza umana…
Ora sono serena come lo specchio azzurro
Prima che lanciasse i fulmini sotto le mura…

Il 26 giugno 2016 Perugia, Umbria, Italia

L’originale e' scritto solamente in lingua italiana da me, Olga L. Juravlyova, dopo una profonda conversazione mattutina con la mia famiglia. Vi voglio subito avvisare che sono in contatto con la mia famiglia e ci vogliamo bene e questa poesia e' solo il frutto del mio sentimento di oggi. Pero' tutto e' vero. E' anche una riflessione breve, un’occhiata superficiale sulla situazione.


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